Nel calendario sono segnati gli impegni per visite, terapie e controlli. Dal 2026, con la Legge 104, ai 3 giorni mensili di permesso retribuito si aggiungerebbero 10 ore annue extra per esami, terapie e visite.
La novità che tocca più da vicino famiglie e caregiver
Quello che molti aspettavano riguarda proprio una maggiore flessibilità. In concreto, chi si prende cura di una persona con disabilità, oppure chi usufruisce in prima persona delle tutele, potrebbe avere più spazio di manovra per organizzare visite e controlli medici, senza dover attingere ai permessi ordinari.
Le 10 ore annue aggiuntive vengono presentate come un’aggiunta, non vanno a rimpiazzare nulla. In pratica, si andrebbero a sommare ai permessi che già ci sono. Per capire se si potranno usare mese per mese, a spezzoni o con modalità più rigide, bisognerà aspettare le prossime circolari INPS.
Tra quello che dicono le regole in teoria e ciò che succede quando le usi, è il modo pratico in cui fai le cose a cambiare il risultato.
Congedi più lunghi e tutele sul lavoro
Tra le novità c’è anche il tema dei congedi, che stando alle anticipazioni potrebbero arrivare fino a 24 mesi, da usare tutti di seguito oppure spezzettati, ad esempio dopo un ricovero oppure durante lunghi periodi di riabilitazione.
Per quanto riguarda il lavoro, quello che è stato annunciato mira a tre elementi:
- mantenimento del posto di lavoro
- indennità che corrisponde all’ultima retribuzione
- corsia preferenziale per lo smart working al rientro, quando le mansioni e l’organizzazione aziendale lo permettono
Bonus confermati, bonus ridotti, altri ancora in bilico
Dal punto di vista economico, alcune agevolazioni restano, altre subiscono modifiche, e poi ce ne sono altre che rimangono ancora ipotetiche, almeno finché non verranno pubblicati gli atti ufficiali.
| Agevolazione | Cosa sapere dal 2026 |
|---|---|
| Bonus auto | Restano le agevolazioni già conosciute, come la detrazione IRPEF del 19%, l’IVA al 4% e le esenzioni da bollo e IPT, ma solo se si rientra in specifici requisiti legati alla disabilità riconosciuta. |
| Barriere architettoniche | Il beneficio potrebbe passare dal 75% al 50%. |
| Bonus assistenza | Si ipotizzano importi tra i 4.000 e i 4.500 euro, ma al momento si tratta ancora di una ipotesi non definitiva, quindi soggetta ad aggiustamenti. |
| Assegno di inclusione | Potrebbe esserci una rivalutazione legata all’inflazione, con possibili incrementi che andranno verificati nei provvedimenti attuativi. |
Le cifre possono cambiare in base a ISEE, situazione sanitaria, composizione del nucleo familiare e modalità con cui verranno applicate le norme.
Più controlli, meno spazio agli errori
Da gennaio 2026 il sistema prevede verifiche digitali automatiche sui dati dichiarati. Certificazioni, permessi richiesti, requisiti anagrafici e documenti economici verranno incrociati più spesso e con tempi più rapidi.
Non si tratta solo dei casi in cui qualcuno agisce in modo volutamente scorretto. Anche una pratica lasciata a metà, una certificazione ormai scaduta o un dato che non torna può portare a:
- stop o revoca del beneficio
- richiesta di restituzione degli importi ricevuti
- possibili sanzioni amministrative
Cosa può essere utile mettere da parte subito
- verbale 104 aggiornato e in linea con il beneficio richiesto
- ISEE valido
- stato di famiglia
- documentazione sanitaria raccolta con un minimo di ordine, soprattutto per terapie e visite che si ripetono
- credenziali attive per l’accesso ai servizi online
Tenere tutto anche in formato digitale, non solo le copie su carta. Nei CAF e negli studi che seguono queste pratiche, quando i documenti sono già salvati in modo ordinato, si evitano perdite di tempo e correzioni all’ultimo minuto.
Con la Legge 104, tra un’opportunità e un problema cambia poco sulla carta.




