Con le ortensie questo periodo di fine marzo è il momento in cui intervenire: tra potatura, concime e acqua.
Chi ha a che fare con le Hydrangea lo sa già: basta poco, una potatura nel momento sbagliato, e ti ritrovi con un sacco di foglie e quasi nessun fiore.
La prima cosa da capire: che tipo di ortensia hai
Non tutte si potano allo stesso modo.
Quando si parla di ortensie, ci si trova davanti a due grandi gruppi:
- quelle che fioriscono sui rami dell’anno, come Hydrangea paniculata e Hydrangea arborescens
- quelle che fioriscono su legno dell’anno prima, come Hydrangea macrophylla, serrata e quercifolia
Come riconoscerle in modo pratico
Se l’anno scorso la pianta si è riempita di grossi palloni di fiori “classici” è una macrophylla. Se ha un portamento slanciato, con pannocchie o fiori a cono è una paniculata.
Chi ha un po’ di mano guarda soprattutto i germogli: se lungo i rami dell’anno scorso si vedono già spuntare, tagliare troppo in basso porta via i futuri fiori.
Potatura, cosa tagliare proprio ora
Verso la fine di marzo vale la pena dare una ripassata alle piante. Togli:
- rami secchi
- rami rovinati o spezzati
- rami molto sottili o deboli
- rami che si incrociano tra loro o crescono verso l’interno
Per le ortensie che fioriscono su legno nuovo, puoi accorciare i rami lasciando 2 o 3 gemme.
Per quelle che fioriscono su legno vecchio, invece, la cosa migliore è andarci piano: una potatura leggera e basta. Via i fiori secchi, si toglie il legno rovinato, ma niente tagli esagerati.
Concime, quel supporto che cambia davvero le cose
Finita la potatura, è il momento del nutrimento. Le ortensie con concimi per acidofile, ricchi di azoto, potassio e di ferro.
Hai queste possibilità davanti:
- un fertilizzante liquido, da dare con una certa regolarità
- un prodotto a lenta cessione
Da marzo in avanti, il terreno andrebbe mantenuto fertile ma senza esagerare con i nutrienti. Se le foglie cominciano a ingiallire lasciando le nervature più verdi, potresti avere a che fare con una clorosi, spesso collegata a un assorbimento ridotto del ferro o a un pH troppo alto.
Per chi sogna fiori che virano sul blu, a volte si ricorre al solfato di alluminio, anche se l’effetto cambia a seconda del terreno e della varietà.
Terreno e acqua, il vero segreto della stagione
Le ortensie stanno in un terreno umido, ma non zuppo. Il terreno è acido, con sostanza organica e capace di far defluire l’acqua senza ristagni.
Per dargli una marcia in più puoi aggiungere:
- torba
- compost ben decomposto
- qualcosa che migliori il drenaggio, se il terreno tende a essere troppo compatto
Annaffia con una certa costanza, preferibilmente al mattino presto o verso sera, cercando di usare acqua poco calcarea. Nei vasi conviene dare sempre un’occhiata anche al sottovaso: se l’acqua rimane lì ferma troppo a lungo, si creano facilmente problemi di funghi.
Dove stanno meglio
Il posto giusto è luminoso, ma con il sole diretto solo per poco, soprattutto nelle ore più calde. Una mezz’ombra ben arieggiata aiuta la pianta a crescere, evitando che le foglie si brucino.
Le ortensie di solito reagiscono alle attenzioni semplici, purché arrivi su di loro nel momento giusto.




